Abitudine pronta a perdere il vezzo.
Mi appaiono lontani, ricordi di una vita differente. La percezione che ad ogni mio risveglio inizi una nuova me. Non sento alcun senso di appartenenza. La sensazione è più simile ad un abituarsi a qualcosa, ma ricordo sempre di lasciare un filo visibile, da dover tirare ogni qual volta che quel qualcosa se ne va. Verrà facile quindi, sfilare tutto ciò che è stato, lasciando solo una matassa, senza forma. Ma quando hai così tanti fili diversi che si intrecciano tra di loro, non puoi ricordare la forma che aveva ognuno di essi, quindi le dimentichi tutte.
Sono stanca di provare, di creare altre forme, non ho più fili nuovi, sono tutti già usati, vecchi, si spezzano appena provo ad annodarli. A volte ne ho usati più insieme per evitare si spezzassero, ma quelle volte mi è finita a doverli tagliare.
Appaiono lontani, ricordi di una vita differente.
Percezione di una nuova me.
Nessun senso di appartenenza.
Abitudine, pronta a perdere il vezzo.
Guardo una mia vecchia foto, mi domando chi sto guardano, mi giro verso lo specchio e ricordo, nemmeno quella figura mi somiglia. Quante parti di me ho seminato in giro? Per ricompormi dovrei raccogliere i pezzetti lungo la strada, ma saranno già stati calpestati dai numerosi passi della gente.
Come si trova il coraggio? Dov'è nascosta la decisione? Io non la posseggo, non ricordo se ho mai condiviso la stanza con lei.
Sabbie mobili, affondo dentro di me. Portano ad una maledetta stasi.
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