Forse lo so.

Ma è lì ed è sempre più affamato, lo implori di prenderti e di risucchiarti dentro qualcosa che per quanto spaventosa riuscirebbe a spezzare il circolo vizioso in cui ti trovi, ma non lo fa. Resta lì a guardarti, a giudicarti da lontano, sapendo che tu farai lo stesso: inizierai a sputare feroci sentenze.

Sono le 14:06 del 26/02/2024, vorrei fare un punto della situazione di stamattina, ma non penso di aver fatto abbastanza da sentirmi soddisfatta, ponevo molte più speranze, ma come di routine non mi sento appagata. Guardo al pomeriggio come una seconda possibilità che possa svoltare questa giornata, alla quale pongo tutte le mie aspettative, che non riesco a proiettare più a lungo se non nell'arco di 24 ore.

L'acqua bolle, non sono convinta, gli spengo. Apro il frigo, una sfoglia che scadrà tra tre giorni, il 29 febbraio, sembra strano come ogni anno bisestile mi ricordi della fugacità del tempo. 

In frigo c'è anche del vino, avrei preferito non vederlo, ma è stato lui a cercare il mio sgardo. L'ho chiuso, il frigo, spero di non avere più la necessità di aprirlo. -Cosa manca, cosa manca, cosa manca... Non ho preso il parmigiano.- Magari sfumo solo un po' il condimento per la pasta. Ho sete, ma non di acqua, la Coca cola è finita. Ne prendo solo un bicchiere, di vino, infondo un bicchiere non ha mai ucciso nessuno.

Spesso non utilizzare il linguaggio verbale  mi cunotta, ancora di più quando non sono da sola e devo comunicare con qualcuno, allora cerco di farmi capire e scopro dei linguaggi universali, gesti più o meno comprensibili. Ma non è il dialogo che cerca colei che non parla, perchè prima o poi si incappa nell'incomprensione di un gesto. E che fai adesso? Parli?

https://www.youtube.com/watch?v=bAX9_rDvO_c

Cala la notte, come di consueto cerco di analizzare ogni attimo perso durante le ventiquattro ore che compongono la giornata. Cosa ho fatto? Poco. Cosa non ho fatto? Tutto il resto.

Chill out, let it be, you will be. Sicuramente il tempo non si fermerà, come non si è mai fermato per nessuno, il punto è un altro: voi sentite quello strano richiamo del tutto? Quell'urlo silente che il mondo indirizza a tutti noi, chissà perchè solo in pochi rispondono. No, Forse lo so: -Perchè non hai nulla da aggiungere. Perchè siamo in troppi. Perchè la domanda forse non è uguale per tutti, siamo noi a percepirla, a filtrarla attraverso ciò che siamo adesso, ciò che crediamo di essere.- "Crediamo", perchè abbiamo bisogno di ferarci in un punto e trarre le somme. Immersi nel flusso, siamo, ma pur affermandolo non ce ne rendiamo conto. Perchè pensiamo ci sia un limite, non riusciamo ad abbandonarci e ad accogliere il non finito, significherebbe essere infiniti noi stessi: -Ma come fai tu a pensare di essere infinito, sei quel piccolo granello invisibile. Ecco, quello! Lo vedi? No? Perchè è invisibile, imminitesimale, trascurabile.-


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