Mi appaiono lontani, ricordi di una vita differente. La percezione che ad ogni mio risveglio inizi una nuova me. Non sento alcun senso di appartenenza. La sensazione è più simile ad un abituarsi a qualcosa, ma ricordo sempre di lasciare un filo visibile, da dover tirare ogni qual volta che quel qualcosa se ne va. Verrà facile quindi, sfilare tutto ciò che è stato, lasciando solo una matassa, senza forma. Ma quando hai così tanti fili diversi che si intrecciano tra di loro, non puoi ricordare la forma che aveva ognuno di essi, quindi le dimentichi tutte. Sono stanca di provare, di creare altre forme, non ho più fili nuovi, sono tutti già usati, vecchi, si spezzano appena provo ad annodarli. A volte ne ho usati più insieme per evitare si spezzassero, ma quelle volte mi è finita a doverli tagliare. Appaiono lontani, ricordi di una vita differente. Percezione di una nuova me. Nessun senso di appartenenza. Abitudine, pronta a perdere il vezzo. Guardo una mia vecchia foto, mi domando chi sto...
Quello che ci circonda non possiede parola, va ben oltre il semplice panorama di edifici, strade e monumenti, custodisce un’anima silenziosa. Ogni mattone, ogni pietra e ogni angolo racchiude un frammento del passato, un’eco di vite vissute, il nostro compito è quello di imparare ad ascoltare questo linguaggio silenzioso, e di scoprire quelle pagine vive della storia, che attendono solo di essere lette e raccontate.
Ho sempre l'idea di questa sorta di collage, di colori sgargianti e forme regolari a riempire uno sfondo bianco, sui quali creare forme appuntite, lasciate quasi abbozzate, di un nero carbone. Chi sei? La ricerca del creativo. Non bisogna perdersi dentro di sè ma guardare fuori, lasciare impresso quello che abbiamo dentro, certo, ma di impatto e in maniera violenta, anche se sia un candido manto innevato. "Eccolo, il mio nuovo sentiero, ed ero curioso di vesere dove mi avrebbe portato" " Quando la vita ci guida su un nuovo sentiero non bisogna avere paura" Il sentiero delle babbucce gialle, di Kader Abdolah Annulla i periodi di passaggio obbligato, trasformali: -QUESTO È IL MOMENTO!- Quale altro sennò. Non siamo più abituati ad applicarci, abbiamo bisogno di distrazioni, di agenti esterni che tengano la nostra mente occupata: Siediti davanti ad un tavolo vuoto, stai lì tutto il tempo necessario prima di capire di cosa hai bisogno, poi dai risposta a...
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